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(obbligatorio dal 1 luglio 2010)

L'agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che cerca di offrire al consumatore prodotti freschi, gustosi e genuini, rispettando il ciclo della natura.
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Passione per l'olio - Museo dell'olivo: l'olivo in 6000 anni di storia 



Olio ROCCA

L'olivo in 6000 anni di storia

'Olivo è uno deglielementi più caratteristici dell'ambiente mediterraneo e l'olio d'oliva è uno dei prodotti più antichi e importanti della cultura materiale di questa parte del globo.
Durante il quarto millennio prima di Cristo ha inizio la storia dell'olivo domestico che lega la diffusione di quest'albero allo sviluppo delle grandi civiltà mediterranee, dalle prime organizzazioni statali del Medio Oriente al mondo contemporaneo.
La coltivazione dell'olivo e la produzione olearia possono essere praticate solamente all'interno di una società stabile, dotata di un'organizzazione politica ed economica piuttosto evoluta e complessa. Infatti richiedono conoscenze botaniche e pratiche agricole (potatura, innesto) abbastanza sofisticate ed il perfezionamento di tecniche di lavorazione specialistiche.
Per questo la distribuzione dell'olivo domestico nei paesi mediterranei ha subito nel corso dei millenni vicende alterne, a seconda che le condizioni sociali, economiche e politiche ne permettessero o meno l'affermazione.
            
Scoprire passato e testimonianze delle fonti antiche
fino al 4000 a.C. Oriente antico Mondo greco Mondo romano Medio evo Mondo moderno
   
Le profonde differenze fra le varietà selvatiche e domestiche sono dovute all'opera dell'uomo che ha curato, coltivato e selezionato per millenni gli olivi modificandone profondamente le caratteristiche. Quasi 6000 anni fa, durante l'Età del Rame, le comunità di agricoltori che occupavano le regioni litoranee del Mediterraneo Orientale, sull'attuale costa siro-palestinese, intervennero su una popolazione di olivi a frutti grandi e iniziarono a selezionarne le varietà in modo sistematico. Scoprirono che era possibile ricavarne con qualche fatica un liquido denso ed untuoso, benefico ed utile per proteggere la pelle, di sapore aromatico piuttosto gradevole e che poteva bruciare facilmente.
Lo studio del lungo processo di addomesticazione è estremamente complesso poiché non è sempre possibile riconoscere, in base ai resti vegetali (legno, pollini, e in qualche misura anche noccioli) le varietà domestiche da quelle selvatiche.
 
Noccioli di olivo selvatico e domestico
la foto mette in evidenza le differenze fra noccioli di olivo domestico e selvatico, costituite soprattutto dalle dimensioni (fino a 10 mm. l'olivo selvatico, oltre l'olivo domestico)

In passato la creazione dell'olivo era attribuita ad eroi e divinità e considerata un dono prezioso fatto all'umanità; innumerevoli leggende da millenni narrano il ruolo svolto da Osiride, Atena, Aristeo, Eracle e altri ancora. Si può affermare che ogni grande civiltà mediterranea abbia elaborato un proprio mito per spiegare l'origine del primo albero coltivato.
 
 
 
 

 
fino al 4000 a.C. Oriente antico Mondo greco Mondo romano Medio evo mondo moderno
   
Raffinati oggetti egizi, vasi e lumi in alabastro, in pasta di vetro e faience, gioielli, oro, argento e pietre preziose venivano scambiati coi prodotti locali: tessuti, oggetti in bronzo e, soprattutto olio d'oliva e vino.
 
Lume brucia profumi - 900 a.C.
la foto d'archivio mostra un lume brucia profumi decorato con testa di leone. Veniva alimentato con olio d'oliva, spesso profumato.
  
Quando si voleva evidenziare la povertà e la "barbarie" di una popolazione nomade, miserabile e posta al di fuori dei confini dell'ordine civile di essa si diceva:

"... gente che non conosce il metallo, gente che non conosce pietre (preziose), gente che non conosce olio, gente che non conosce il latte .......
Non costruiscono case come gli uomini, i loro cuori non conoscono pane di forno, i loro stomachi non conoscono birra..."

La Bibbia rispecchia questa scala di valori e nella cultura ebraica l'olio d'oliva viene usato per santificare e consacrare l'Arca dell'Alleanza, gli arredi di culto e i sacerdoti.

Comandamento di Dio a Mosè (1200 a.C.)
"E devi vestire Aronne delle vesti sante e ungerlo e santificarlo, e deve dunque farmi da sacerdote... Dopo di ciò farai avvicinare i suoi figli e devi vestirli delle lunghe vesti. E li devi ungere come hai unto il loro padre ed essi devono dunque farmi da sacerdoti, e la loro unzione deve servire per loro di continuo quale sacerdozio a tempo indefinito durante le loro generazioni.
E Mosè faceva secondo tutto ciò che Dio gli aveva comandato."

 
fino al 4000 a.C. Oriente antico Mondo greco Mondo romano Medio evo mondo moderno
   
Regole precise stabilivano con grande minuzia anche gli aspetti concreti delle pratiche agricole, come l'allineamento e la distanza dei filari di olivi.
L'olio era una delle merci più richieste nei traffici commerciali mediterranei dell'età arcaica. Anfore olearie ateniesi, corinzie o di altre città sono state ritrovate nei centri coloniali greci dal Mar Nero, all'Africa, alla Spagna, negli empori etruschi e nelle città fenicie oltre che in insediamenti "barbari" dove l'olio d'oliva giungeva come prodotto esotico e prezioso.

Aryballos e strigile - Corinto V° sec. a.C.
la foto d'archivio mostra un aryballos corinzio e uno strigile.
Si tratta del corredo degli atleti nelle palestre per ungersi d'olio e ripulirsi dopo le gare
 
Ogni città fabbricava anfore di forma diversa per rendere il contenuto immediatamente riconoscibile e questo permette di seguire la diffusione di questi traffici. L'olio di Atene veniva commerciato in un'anfora detta "SOS" che garantiva agli acquirenti la qualità e la quantità del prodotto.
E' stato calcolato che ogni cittadino adulto che frequentava il ginnasio consumava fino a 55 litri di olio all'anno: per l'igiene corporea: 30 lt., per l'alimentazione: 20 lt., come lubrificante o per illuminazione: 3 lt., per usi rituali: 2 lt., come medicamento: 0,5 lt.
Il consumo era assai maggiore nei centri urbani che nelle campagne e da parte dei cittadini adulti piuttosto che fra le donne o gli schiavi.
 
Pena di morte a chi taglia olivi in Attica
"Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal Tribunale, e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena di morte."

 
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Dopo la fine della terza guerra punica l'intero Mediterraneo fu coinvolto in un processo di diffusione dell'olivo; l'importanza della produzione italica, dove la coltivazione dell'olivo era stata trasmessa dai Greci alle popolazioni locali e agli Etruschi, fu soppiantata in età imperiale da quello delle provincie. Lungo il corso del Guadalquivir, nella Betica, il territorio era coperto da immensi oliveti il cui olio riforniva la capitale e l'esercito stanziato lungo i confini settentrionali dell'Impero, dove l'olivo non poteva crescere.

Lucerna bilume - I° sec. d.C.
la foto d'archivio mostra una lucerna a doppio lume decorata sul disco superiore con la rappresentazione del mito di Selene e Endimione
 

In Africa settentrionale gli oliveti occupavano superfici estremamente estese, sovente proprietà dello stesso Imperatore, con centinaia di migliaia di alberi ed innumerevoli frantoi nei quali lavoravano un numero incalcolabile di schiavi.
Il commercio dell'olio era, con quello dei cereali, il più importante dell'Impero: coinvolgeva ogni anno intere flotte che attraversavano il Mediterraneo sotto il controllo diretto o indiretto dello Stato romano e risalivano i fiumi navigabili.
A Roma un immenso cumulo delle anfore betiche, le Dressel 20, accumulatesi tra il I e il III secolo d.C. nelle vicinanze delle installazioni portuali sul Tevere, hanno creato un monte alto circa 50 metri, con una superficie di circa 22.000 mq., il Monte Testaccio.
Sotto il regno di Costantino (IV secolo d.C.) nella capitale dell'Impero esistevano 250 forni per il pane e ben 2300 distributori di olio che fornivano ai cittadini l'olio per cucinare, per la cosmesi, per i massaggi e la cura del corpo alle terme, per la palestra, per accendere le lucerne, ecc.
   
La diffusione dell'olivo in età romana
"Quanto a noi, i più giusti tra gli uomini, che non permettiamo alle nazioni transalpine di piantare l'olivo e la vite al fine di dare maggior pregio ai nostri oliveti e alle nostre vigne, agendo in tal modo si dice che agiamo abilmente, ciò che dimostra la differenza tra verità e sapienza."

 
fino al 4000 a.C. Oriente antico Mondo greco Mondo romano Medio evo mondo moderno
   
Se un convento rimane senza olio può essere addirittura necessario un miracolo: si legge nella vita di Santa Chiara che essendo un giorno "venuto a mancare completamente l'olio alle ancelle di Cristo, al punto che non ve n'era neppure come condimento per le ammalate" Santa Chiara prese un vaso e lo posò sopra un muretto; andata a riprenderlo poco più tardi lo trovò colmo d'olio!

La destinazione principale dell'olio d'oliva durante il Medio Evo non è tuttavia quella alimentare bensì quella liturgica. Gli Oli Sacri ed il Crisma, necessari ad impartire i sacramenti, vengono benedetti durante la "Messa del Crisma" che il Vescovo presiede il giovedì Santo. L'olio consacrato distribuito nelle varie chiese deve durare tutto l'anno e qualora venisse a mancare ci si deve rivolgere esclusivamente al Vescovo.
Anche le lampade che ardono sugli altari davanti all'immagine del Santissimo possono essere alimentate solo dall'olio d'oliva secondo quanto prescritto dalla Scrittura.

Lume del Santissimo in argento - Genova 1824/1830
la foto d'archivio mostra un Lume del Santissimo in argento con punzone del Maestro Gerolamo Gervasio.
Questo lume che illuminava l'altare poteva essere alimentato solo da olio d'oliva fino al Concilio Vaticano II°
 
Prescrizioni per i lumi del Santissimo (996)
"Acquistino l'olio necessario per l'illuminazione davanti alla Croce, ove si adora il volto dipinto di Nostro Signore Gesù Cristo, e tutti gli anni ne acquistino tanto che una lampada possa bruciare per tutta la notte, ogni notte."
 
 
 
 
 

 
fino al 4000 a.C. Oriente antico Mondo greco Mondo romano Medio evo Mondo moderno
   
I nomi degli oli e dei centri produttori più famosi erano conosciuti e ricercati in tutto il continente.
E' questo il periodo d'oro dell'olio d'oliva della Riviera Ligure di Ponente che fece la prosperità dei centri costieri come Oneglia e Porto Maurizio.
 
Oliera in argento a barca - Parigi 1819/1838
la foto d'archivio mostra un'oliera in argento a barca con punzone Louis Paissant.
Quest'oliera contenente olio e aceto rappresenta la forma tradizionale della produzione francese
 
Questi traffici coinvolsero precocemente anche il Nuovo Mondo, dove all'esportazione dell'olio seguì la trasmissione delle tecniche di coltura dell'olivo e di produzione olearia, secondo il meccanismo che aveva già permesso la diffusione dell'olivo in tutto il bacino del Mediterraneo.
 
Assieme con l'olivo si è diffusa nel mondo una civiltà alimentare, frutto della saggezza e dell'esperienza di 6000 anni, riscoperta dalla scienza contemporanea e battezzata Dieta Mediterranea.
Oggi per evitare disturbi cardiocircolatori, per rallentare i processi di invecchiamento e per vivere meglio e con miglior salute le ricerche mediche suggeriscono di mangiare le verdure, la frutta, le carni bianche e, soprattutto, di condire ogni alimento con olio d'oliva.
 
La Dieta Mediterranea

"Come ho già fatto osservare l'olio d'oliva è povero di grassi saturi. L'essenziale nella mia teoria è che nella nostra alimentazione devono essere controllati gli acidi grassi saturi perché sono essi, e più particolarmente l'acido palmitico, che aumentano il colesterolo nel sangue."




Le informazioni che abbiamo riportato sono state reperite da varie fonti attreverso la consultazione della grande Rete.

“L'importanza sociale ed economica ed il prestigio culturale dell'olivo accompagna le conquiste più significative delle civiltà mediterranee antiche. Personaggi famosi, divinità, grandi inventori, legislatori e imperatori ed altri rimasti sconosciuti sono i protagonisti di queste vicende.”

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