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Nuovo logo europeo del Biologico

(obbligatorio dal 1 luglio 2010)

L'agricoltura biologica è un sistema di produzione agricola che cerca di offrire al consumatore prodotti freschi, gustosi e genuini, rispettando il ciclo della natura.
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Ti invitiamo a leggere

Le notizie e le informazioni raccolte in questa sezione poiché costituiscono un vero e proprio patrimonio culturale e ti permettono di capire ed apprezzare meglio l'olio extravergine di oliva soprattutto per gli effetti benefici che questo straordinario prodotto ha sul nostro corpo.



 Curiosità
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Il peso minimo di un’oliva è di 1 grammo. L’altezza può raggiungere i 15 metri e la sua circonferenza può essere di 6 metri.

I limiti settentrionali e occidentali delle colture di ulivo sono stati scelti per delimitare la cosiddetta “regione mediterranea".
 
Le prime colture di olivo risalgono a 8000 anni fa, in Medio Oriente.
 
Prima della comparsa dell’uomo esistevano già forme di ulivo spontaneo, tracce di esso sono presenti in alcuni fossili risalenti a milioni di anni fa.
 
Il primo uomo a produrre l’olio dalla spremitura delle olive fu un pastore nomade, il leggendario Aristeo

I rami di ulivo venivano usati per incoronare i vincitori delle Olimpiadi.

Gli Egizi consideravano l’olio un dono degli dei gli Ebrei lo usavano per ungere il loro Re.

L’olio è re della cucina già nel primo secolo dopo Cristo, protagonista nei “ricettari" di Apicus, uno dei primi gastronomi della storia. 

I Greci consideravano l’olio dono della dea Atena. 

Nell’antichità l’olio veniva adoperato nei massaggi e nella cosmetica.

Nei poemi omerici l’olio è usato per la pulizia e l’igiene.
 
Negli antichi trattati di medicina veniva consigliato l’olio d’oliva per lubrificare la pelle  che la proteggeva dagli agenti esterni.

Ancora oggi le donne andaluse mantengono la tradizione ereditata dagli arabi di massaggiare il seno con Olio d’oliva per mantenerlo morbido, sostenuto e turgido.

Nelle antiche farmacopee l’Olio d’oliva veniva usato per la preparazione degli unguenti.

Il balsamo cicatrizzante si prepara con Olio d’oliva e vino rosso.

Il linimento contro le scottature è a base di Olio d’oliva e calce spenta.

Buona lettura!
Composizione chimica dell'olio di oliva

L'olio di oliva è per la quasi totalità composto da trigliceridi; gli acidi grassi più rappresentati sono l'oleico, il linoleico ed il palmitico. Ricco in giusta misura di acidi grassi insaturi, così come richiesto dalla moderna dietologia, contiene tra i costituenti minori, ma non per questo meno importanti, oltre al betacarotene (provitamina A) e i tocoferoli (vitamina E), tutta una serie di sostanze antiossidanti (composti fenolici, ecc.) importantissime sia per la conservazione dell'olio, che per l'aspetto nutrizionale ed antinvecchiamento (antagonisti dei radicali liberi). Importanti sono altresì i fitosteroli per la loro azione regolatrice sull'assorbimento del colesterolo. L'olio extravergine di oliva, per le sue doti peculiari e per la sua bassa acidità, è il miglior tipo di condimento da usarsi a crudo. L'olio di oliva e l'olio di sansa di oliva, essendo miscele di oli raffinati e oli vergini, presentano alcuni componenti tipici degli oli vergini in percentuali inferiori1.  
 
 
 
Scheda tecnica dell'olio

Peso di un litro di olio da 910 a 916 gr
Punto di fusione dai 5 ai 7 °C
Punto di solidificazione 2 °C
Temperatura critica 210 °C
   
Punto critico dei principali grassi:  
Olio di oliva 210 °C
Strutto 180 °C
Grasso di frittura 180 °C
Margarina 150 °C
Burro 110 °C
   
Acidità:  
Olio extravergine di oliva da 0 a 0,8%
Olio di oliva vergine da 0,8 a 2%
Olio di oliva vergine corrente da 2 a 3,3%
Quando l'acidità è superiore o il gusto è difettoso qualunque sia il suo grado di acidità, l'olio viene raffinato.
   
Composizione: 99% di lipidi (900 calorie per 100 gr.)
Vitamina E (da 3 a 30 mg.)  
Provitamina A (carotene)  
Acidi grassi saturi da 8 a 23,5%
Acidi grassi insaturi da 75,5 a 90,5%
Acidi grassi monoinsaturi (oleico) da 56 a 83%
Acidi grassi polinsaturi (linoleico) da 3,5 a 20%
Acidi grassi polinsaturi (linolenico) da 0 a 1,5%
   
Indice di saponificazione  
Olio di oliva vergine o raffinato 184 - 196
Olio di sansa di oliva raffinato 182 - 193
   
Indice di iodio comparati degli oli vegetali (limiti inscritti nella Norma del Codex Alimentarius raccomandata internazionalmente):
Olio di oliva vergine o raffinato 75 - 94
Olio di sansa di oliva raffinato 75 - 92
Olio di arachide 80 - 106
Olio di cotone 90 - 119
Olio di colza 94 - 120
Olio di granoturco 103 - 128
Olio di girasole 110 - 143
Olio di soia 120 - 143
Olio di sesamo 140 - 120
Più alto è l'indice di iodio, maggiori sono i rischi di irrancidimento
 
 
 
Olio extravergine di oliva e ristorazione

I ristoranti potrebbero e dovrebbero svolgere un ruolo importantissimo nella promozione degli oli di oliva, offrendo ai clienti oli di oliva idonei al tipo di piatto proposto. Spesso, invece, finiscono per dare la preferenza a prodotti anonimi, da usare a crudo solo su insalate e, di rado, sul pesce. Per quanto riguarda poi sughi, fritture e salse, si continuano ad usare oli di semi. Ora però le riviste del settore enogastronomico dedicano un'attenzione sempre crescente all'uso degli oli nella ristorazione. Anche alcuni frantoiani si sono resi conto della elevata valenza promozionale di ristoranti, trattorie e osterie, dove si va riscoprendo il gusto degli antichi sapori e di piatti tipici, e sono riusciti a veicolare il loro olio attraverso questi canali, con risultati più che interessanti.
 
 
 
Salute a tavola

Alla base della nuova piramide nutrizionale, elaborata dal dottor W.C. Willet della Harvard Medical School, uno dei più famosi epidemiologi del mondo, è stato collocato l'olio di oliva, per le sue riconosciute proprietà antiossidanti e protettive nei confronti di diverse malattie, in particolare quelle cardiovascolari e degenerative. Questo significa che gli ambienti scientifici USA consigliano di assumere giornalmente l'olio d'oliva come principale fonte di grassi, relegando il burro ai vertici della piramide, vale a dire tra gli alimenti da consumare con estrema cautela. Nell'alimentazione dell'adulto, i grassi dovrebbero fornire dal 20 al 30% delle calorie totali. I grassi monoinsaturi (come l'acido oleico che prevale nell'olio d'oliva) possono arrivare a coprire anche fino al 15% delle calorie totali, perché riducono i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL), senza abbassare quello “buono” (HDL). I grassi saturi, di origine animale, invece, dovrebbero restare al di sotto del 10% delle calorie totali. Lo stesso vale per i polinsaturi, che prevalgono in certi oli di semi quali mais, girasole, soia. Questi, infatti, sono sì in grado di ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue, ma possono ridurre, seppure di poco, anche l'HDL. La “promozione” dell'olio d'oliva a “grasso buono” da parte degli ambienti scientifici americani è un riconoscimento che dovrebbe anche favorire, e in maniera marcata, l'esportazione di olio verso gli Stati Uniti.
 
 
 
Olio extravergine e diabete

Le diete con olio extravergine di oliva hanno dimostrato un effetto benefico per il trattamento dell'insulinoresistenza, generalmente associata ad obesità addominale. Questi fattori entrano nella patogenesi del diabete di tipo II, una patologia che, nei paesi industrializzati, sta assumendo proporzioni endemiche e che costituisce un importante fattore di rischio delle malattie ischemiche cardiovascolari. Le indicazioni dietetiche per i pazienti affetti da diabete di tipo II prevedono di solito un aumento dell'apporto di carboidrati complessi e di fibre e una diminuzione dei grassi, in particolare di quelli saturi. Studi recenti dimostrano tuttavia che una dieta in cui predominano gli acidi grassi monoinsaturi e relativamente ricca di grassi (40% dell'apporto calorico totale) non soltanto può essere più facile da accettare, ma può migliorare l'equilibrio glicemico e ridurre il fabbisogno di insulina.
 
 
 
La Food and Drug Administration raccomanda l'olio extravergine

La FDA, l'ente statunitense che effettua i controlli sulla sicurezza alimentare e sui farmaci, ha riconosciuto ufficialmente le proprietà benefiche per la salute dell'olio extravergine di oliva, grazie al suo contenuto di grassi non saturi che potrebbero ridurre i rischi di attacchi cardiaci e i problemi cardiovascolari. L'ente ha infatti autorizzato i produttori di olio ad indicare in etichetta che “mangiare due cucchiai di olio d'oliva al giorno può ridurre il rischio di danni coronarici”. Si tratta di un implicito ma concreto invito ai consumatori americani a sostituire con l'olio di oliva i grassi saturi abitualmente consumati, rivoluzionando le loro abitudini alimentari che hanno portato alla crescita esponenziale della diffusione delle malattie dovute ad una non corretta alimentazione. Basti pensare al record dei casi di obesità, che interessano negli Stati Uniti un adulto su quattro, un rapporto tre volte superiore a quello degli italiani. La possibilità di indicare in etichetta le proprietà terapeutiche dell'olio, provate scientificamente, è una novità assoluta nel mercato mondiale, che potrebbe presto essere estesa anche all'Europa unitamente all'indicazione del Paese di origine delle olive utilizzate, obbligo già da tempo vigente negli USA per l'olio di importazione. La notizia ha suscitato grande interesse in tutti i paesi esportatori di olio d'oliva, per i quali questa decisione rappresenta un'importante chance per affermarsi su un mercato di grande rilievo, come quello statunitense. I produttori italiani stanno valutando le strategie più adatte a salvaguardare, e possibilmente a rafforzare, la posizione che vede l'olio made in Italy dominare il mercato USA con una quota vicina al 70% ed un export che nel primo semestre 2004 ha toccato le 67mila tonnellate (+9,3%) per un controvalore di oltre 196 milioni di euro (+27%).
 
 
 
L'olio extravergine aiuta la salute delle donne

Secondo recenti studi condotti negli Stati Uniti su donne sottoposte a chemioterapia per cancro al seno, l'olio extravergine di oliva potrebbe migliorare l'efficacia della terapia, impedendo l'innescarsi di resistenze farmacologiche. L'acido oleico, di cui l'olio extravergine è ricco, infatti, abbasserebbe del 46% i livelli del gene Her- 2/neu, uno dei principali oncogeni causa del carcinoma mammario, stimolando contemporaneamente il funzionamento del farmaco “Herceptin” che ha come bersaglio proprio questo oncogene. Gli studi dei ricercatori americani dell'Università di Chicago hanno inoltre accertato che l'acido oleico stimola l'attività di un gene che agisce da freno naturale nella crescita del tumore, producendo la proteina p27Kip1. Questa molecola è importante anche perché impedisce alla donna sottoposta a chemioterapia di diventare resistente all'Herceptin. L'acido oleico, quindi, agisce su più fronti nella protezione della salute delle donne.
 
 
 
Accorgimenti e segreti dell'olio

Come conservarlo
Se l'olio irrancidisce, si compromettono le sue qualità organolettiche (sapore, colore, odore) e quelle nutrizionali. In particolare, si alterano le sostanze antiossidanti: vitamina E e fenoli. Facilitano il processo di irrrancidimento il contatto con l'ossigeno e l'esposizione alla luce. Perciò, l'olio va conservato in recipienti di vetro scuro o lattine di banda stagnata, perfettamente puliti, ben chiusi, al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa fra i 12 e i 14
gradi. E una volta aperto il contenitore, va consumato entro 6 mesi. Infine, è bene evitare il contatto con metalli come ferro e rame, perché possono dare avvio all'irrancidimento.

Condimento antietà
L'olio d'oliva contiene diversi composti antiossidanti: la vitamina E, gli steroli, i polifenoli (gli oli di oliva vergine ed extravergine sono gli unici oli vegetali che ne contengono quantità apprezzabili) e le clorofille (che si mantengono solo se si conserva al buio). Queste sostanze gli conferiscono resistenza all'invecchiamento. E, assunte con l'alimentazione, proteggono dagli effetti negativi del tempo che passa.

Digeribilissimo
La notevole presenza di acido oleico rende l'olio di oliva molto digeribile. L'acido oleico, infatti, è sciolto con facilità dall'enzima preposto alla digestione dei grassi. Inoltre, stimola la secrezione biliare e ne aumenta la fluidità, migliorando l'assorbimento dei nutrienti (e la funzionalità intestinale). Così, i grassi “buoni” dell'olio sono utilizzati al 100%. E' quindi indicato nell'alimentazione degli anziani e dei bambini.

Anche per i piccoli
Nella nostra alimentazione, il 30 per cento delle calorie totali giornaliere devono essere rappresentate dai grassi.
Questo vale a maggior ragione per i piccolissimi. I pediatri consigliano infatti di inserire l'olio nello svezzamento, sia per la sua digeribilità (è il grasso più affine a quello presente nel latte materno), sia per la presenza di acidi grassi essenziali (oleico, linoleico, linolenico), importanti per la sintesi degli ormoni e quindi ndispensabili per favorire la crescita dell'organismo in generale e del cervello in particolare.
 
 
 
Olio di oliva contro il cancro al colon

Recenti studi del Prof. Micheal Stoneham, e colleghi del Dipartimento di Salute Pubblica dell'Università di Oxford, hanno confermato il valore di una dieta con olio di oliva nel contrastare lo sviluppo del cancro colonrettale.
Lo studio è stato effettuato analizzando i dati dietetici di 28 nazioni sparse nei 4 continenti (compresa Europa settentrionale e meridionale, Canada e USA) e valutando le varie percentuali di incidenza nazionale del cancro al colon.
Lo studio ha utilizzato i dati relativi al consumo di olio di oliva dei vari paesi forniti direttamente dal COI.
L'incidenza di questo tipo di tumore è in netta prevalenza nei paesi con un basso consumo di cereali, verdura e olio di oliva, che si è dimostrato l'unico alimento in grado di limitare i rischi della malattia.
 
 
 
Olio extravergine di oliva per curare la dermatite

L'olio extravergine potrebbe essere usato efficacemente per la cura della dermatite seborroica, malattia cutanea di diffusa incidenza. A queste conclusioni sono arrivati due ricercatori italiani, Ferdinando Ippolito e Silo Paschi del prestigioso Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, che hanno condotto una ricerca durata circa trent'anni. Secondo lo studio, riconosciuto dal Ministero della Sanità, alla base della dermatite seborroica ci sarebbe un deficit ematico di sostante antiossidanti e di acidi grassi polinsaturi, sostanze che si trovano nell'olio extravergine di oliva. In sostanza, la dermatite seborroica potrebbe essere curata con l'olio extravergine in un trattamento combinato dietetico, farmacologico e cosmetico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le curiosità che abbiamo riportato sono state reperite da varie fonti attreverso la consultazione della grande Rete. 

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